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"Dantedì" giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri - Applicazioni, Pubblicazioni elettroniche, Video - "Il viaggio di Dante nell'Orto Botanico - Il Mirto"

giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri




Applicazioni-Pubblicazioni elettroniche-Video



Il viaggio di Dante nell'Orto Botanico

Un Progetto di Virginia Valzano, Rita Accogli, Gabriella Sartor e Maurizio Romani

“Non avea pur natura ivi dipinto,
ma di soavità di mille odori
vi facea uno incognito e indistinto.”
Purgatorio VII vv. 79-81

 


Il Mirto (Myrtus communis L.)


mirto-fiori mirto


Nome Comune: Mirto

Nome Scientifico: Myrtus communis L.

Nome Inglese: Myrtle

Famiglia: Mirtaceae

Etimologia del nome: il nome deriva dal latino myrtus.

Note: Il Mirto nell’antichità fu pianta sacra a Venere, e quindi simbolo dell’amore e della poesia amorosa, per cui si usava cingere di corone di mirto il capo dei partecipanti ai conviti e dei poeti, soprattutto amorosi; nel linguaggio poetico è rimasto simbolo della gloria poetica e della poesia.



Il Mirto nella Divina Commedia





Purgatorio, Canto XXI, versi 88-90

Tanto fu dolce mio vocale spirto,
che, tolosano, a sé mi trasse Roma,
dove mertai le tempie ornar di mirto.


Parafrasi: (Stazio) Il mio canto poetico fu tanto dolce che, nato a Tolosa, mi portò a Roma dove meritai di ornare le tempie col mirto (l'incoronazione poetica).




Il Mirto nel Salento


IPianta classica delle tragedie greche e delle leggende dei popoli mediterranei, il Mirto era utilizzato dai Persiani per i fuochi sacrificali, divenne poi simbolo di pace per gli Ebrei, emblema di bellezza, di amore e felicità nella mitologia greco-romana.
Anche nel Salento i diversi significati del Mirto vengono ripresi e adattati alle situazioni: corone intrecciate e disposte sugli altari per le celebrazioni dei matrimoni, nei bouquet floreali, nelle pietanze devozionali, come ornamentale nelle ville e giardini storici; con l’olio di mirto si ungevano nascituri e moribondi. In tutto il Mediterraneo, è usanza comune raccogliere le bacche del Mirto in prossimità della festività dell’Immacolata Concezione (8 dicembre). Nel Salento il mirto è noto popolarmente come mortella e con il nome dialettale “murtèddha” e durante il periodo natalizio si usa per adornare il presepe.


Descrizione Botanica


Portamento: È un arbusto sempreverde, fortemente aromatico nei rami e nelle foglie per l’abbondante presenza di terpeni. Si presenta come un denso cespuglio molto ramificato, che in coltivazione può raggiungere altezze di 2-3 m e con un apparato radicale che continuamente forma numerosi ricacci. La corteccia è liscia e di colore rosso scuro negli individui giovani, più scura e con screpolature longitudinali negli individui più vecchi.

Foglie: Le foglie sono piccole, lucide, di color verde brillante e forma lanceolata.

Fiori: I fiori sono bianchi, molto profumati, con 5 petali sub rotondi che avvolgono numerosissimi stami raggianti; è tra le poche specie della macchia mediterranea che avvia la fioritura in giugno e la protrae per buona parte dell’estate.

Frutti: I frutti sono piccole bacche ovoidali, di colore blu-viola con riflessi metallici, con superficie pruinosa ed una coroncina alla sommità, residuo del calice; essi contengono numerosi semi bianchi, di color avorio e forma arcuata. Hanno un gusto dolce e al tempo stesso amarognolo. La subspecie tarentina (L.) Arcang. si differenzia per le foglie più addensate e la bacca sferica; essa viene segnalata per la Corsica, la Sardegna, presso Firenze, Capri, Napoli e Gallipoli, probabilmente come relitto di un’antichissima coltivazione.


Video: Ciclo riproduttivo del Mirto


Habitat

Tipica sclerofilla mediterranea, è distribuita in tutto il Bacino Mediterraneo, lungo le coste sino a 550 metri s.l.m., con decisa preferenza di quelle occidentali. Vive nei boschi e nelle macchie in associazioni vegetali che caratterizzano gli aspetti aridi e termofili della vegetazione locale. Resiste bene alla siccità e predilige terreni silicei, ma risponde bene alla coltivazione in differenti tipi di substrato. È spesso associata al Lentisco, alla Fillirea, all’Alaterno, all’Alloro, al Corbezzolo ed al Carrubo.


Raccolta

Rami e foglie di Mirto possono essere raccolti in qualsiasi periodo dell’anno. Le bacche vanno raccolte a completa maturità, da dicembre sino a febbraio.

 

Utilizzo

I rami e le foglie vengono impiegati per intenerire le carni della cacciagione e degli animali da cortile, o per aromatizzare le olive in salamoia ed il mosto. I rami giovani accompagnano spesso i formaggi freschi e gli ortaggi croccanti da consumare crudi, per conferire loro aroma e freschezza. Oggi le bacche vengono largamente usate nella liquoristica;  a seconda dell’ecotipo, possono essere grosse e polpose, quindi da preferire per confezionare marmellate e gelatine.
Il Mirto è stato recuperato dal settore vivaistico che lo propone come pianta ornamentale in parchi e giardini privati; viene largamente utilizzato anche nella riqualificazione di aree forestali e naturalistiche, nel consolidamento di scarpate e per realizzare siepi di utilità ecologica negli agroecosistemi.


Proprietà e benefici

Le bacche del Mirto sono ricche di antociani (sostanze antiossidanti e antinfiammatorie), di Vitamine e Sali minerali. Esse trovano largo uso anche nel settore erboristico e farmaceutico. La famosa "Acqua degli angeli" è un'essenza tonificante e astringente che si ricava dai fiori del mirto.

 

Vedi anche:



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