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"Dantedì" giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri - Applicazioni, Pubblicazioni elettroniche, Video - "Il viaggio di Dante nell'Orto Botanico - Il Giglio"

giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri




Applicazioni-Pubblicazioni elettroniche-Video



Il viaggio di Dante nell'Orto Botanico

Un Progetto di Virginia Valzano, Rita Accogli, Gabriella Sartor e Maurizio Romani

“Non avea pur natura ivi dipinto,
ma di soavità di mille odori
vi facea uno incognito e indistinto.”
Purgatorio VII vv. 79-81

 


Il Giglio (Lilium candidum L.)


gigli gigli


Nome Comune: Giglio della Madonna, Giglio di Sant’Antonio

Nome Scientifico: Lilium candidum L.

Nome Inglese: Lily

Famiglia: Liliaceae

Etimologia del nome: Il nome del Genere deriva dal latino “lilium”, che deriverebbe dal nome greco λείριον leírion; l’epiteto candidum sta per candido, bianco, senza macchia.

Note: Simbolo di purezza e castità, il Giglio è stato l’emblema della Vergine Maria (che lo riceveva dall’Arcangelo Gabriele al momento dell’Annunciazione) e di tutti i Santi più importanti, nelle iconografie dei quali è molto ricorrente (Sant’Antonio da Padova, San Luigi, San Sebastiano…). Il Giglio è stato assunto a simbolo della dinastia francese dei Capetingi, stilizzato a soli tre petali che indicavano Fede, Saggezza e Cavalleria.
Il Giglio di Firenze (o più raramente Giglio bottonato) è un termine utilizzato in araldica per indicare il giglio sbocciato (fiore dell'iris simile al lilium). Come nei tempi antichi, questo giglio è oggi usato come simbolo della città di Firenze.



Il Giglio nella Divina Commedia





Paradiso, Canto XVI, versi 151-154

con queste genti vid’io glorioso
e giusto il popol suo, tanto che ‘l giglio
non era ad asta mai posto a ritroso,

né per division fatto vermiglio».

Parafrasi: con queste famiglie vidi il popolo fiorentino così glorioso e giusto che il giglio non era mai trascinato nella polvere con l'asta rovesciata, né per divisioni interne era ancora diventato rosso».



Paradiso, Canto XXXIII, versi 73-75

Quivi è la rosa in che ‘l verbo divino
carne si fece; quivi son li gigli
al cui odor si prese il buon cammino».


Parafrasi: Qui c'è la rosa (Maria) in cui il Verbo Divino si incarnò; qui ci sono i gigli (gli Apostoli) grazie al cui profumo (la predicazione) l'umanità intraprese il retto cammino».



Il Giglio nel Salento


Sino agli anni ’80 del XX secolo, il Giglio di Sant’Antonio era una pianta che quasi tutti coltivavano negli orti, nei giardini delle ville ed ai margini delle colture agricole, quasi a devozione di Sant’Antonio e della Madonna. La sua fioritura ed il suo intenso profumo indicavano l’arrivo della stagione estiva e tutte le massaie ne raccoglievano grossi fasci dalle loro colture e adornavano l’altare preparto per le celebrazioni del Santo di Padova.


Descrizione Botanica


Portamento: Pianta perenne provvista di un grosso bulbo racchiuso da numerose squame giallo-verdi. Dopo la fioritura, la parte aerea della pianta secca e va in quiescenza. Prima dell’inverno, dal bulbo si formano le foglie primarie che si dispongono a rosetta e rimangono appressate al suolo; in primavera si forma un fusto robusto, alto sino a 1 m. Fiorisce a giugno.

Foglie: Le foglie basali sono larghe, lanceolate, con margine ondulato e superficie superiore di un colore verde lucente; altre foglie accompagnano il fusto nella sua altezza, nella porzione inferiore sono lunghe e lanceolate, in quella superiore piccole e ridotte a squame triangolari.

Fiori: I fiori sono riuniti in infiorescenza racemosa che ne può formare sino a 10-15; sono formati da 5 tepali bianchi che racchiudono 5 stami con grosse antere giallo-arancio. Il loro profumo è intenso e gradevole.

Frutti: Il frutto è una capsula allungata che a maturità si apre liberando numerosi semi lenticolari di color marrone chiaro.


Habitat

Originario della penisola balcanica e dell’Asia occidentale, il Giglio della Madonna si è spontaneizzato in Europa, in Italia e in ogni parte del mondo orientale. Il Lilium candidum ama i luoghi soleggiati, riparati dai venti ed è tollerante al freddo, infatti è l’unico Lilium che sverna con una rosetta di foglie. I gigli si possono moltiplicare nel periodo compreso da agosto a fine settembre, tramite i bulbi.


Raccolta

Il periodo di raccolta dei fiori è nelle prime settimane di giugno. Il Giglio è una pianta nota alla farmacopea popolare che ne utilizzava sia i fiori che i bulbi.

 

Utilizzo

I Gigli sono coltivati e utilizzati come piante ornamentali, nei giardini per l’eleganza e per il profumo dei fiori, e industrialmente per la produzione del fiore reciso. L'intenso profumo ha proprietà rilassanti ed è utile in casa e nei luoghi di lavoro, per diffondere (senza esagerare ) la sua preziosa essenza oleosa. Vengono coltivati e utilizzati anche per le proprietà medicinali.


Proprietà e benefici

Al Giglio della Madonna vengono riconosciute proprietà antinfiammatorie, grazie alle mucillagini, ai tannini e ai glicosidi (scillina) contenuti nel bulbo; quest’organo veniva cotto e ridotto in poltiglia da applicare sulle parti doloranti o infiammate. I fiori evidenziano proprietà bioattive cutanee, perciò indicati nella cura di scottature, foruncolosi e pruriti.

 

Vedi anche:

https://www.biofuturo.net/index.php/it/dantedi/il-giglio



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